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Psicologa iscritta all'Ordine degli Psicologi della Toscana.
Come libera professionista si occupa prevalentemente di:
- disturbi alimentari
- valutazioni cognitive e neuropsicologiche
- consulenze tecniche e di parte
- colloqui di sostegno
- psicodiagnosi
         

 

 

 

   
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IL DANNO BIOLOGICO DI NATURA PSICHICA

       

I DEFICIT COGNITIVI

È la lesione di un bene giuridicamente tutelato. L'art.2043 del Codice Civile sancisce l'obbligo di risarcimentoÈ una menomazione temporanea o permanente di una o più funzioni psichiche che causa un disturbo psicopatologico che deve essere diagnosticato da psicologi o psichiatri forensi. Nello specifico il danno biologico di natura psichica è una menomazione temporanea o permanente di una o più funzioni psichiche che causa un disturbo psicopatologico che deve essere diagnosticato da psicologi o psichiatri forensi.
 
Ambiti in cui è possibile richiedere un risarcimento per danno psichico:
  • Infortunistica professionale
  • Danno da colpa professionale
  • Mobbing
  • Stalking, maltrattamenti e abusi
  • Danno da lutto
  • Danno ambientale
  • Infortunistica stradale
  • Danno da Wrongful life(danno al bambino per errata diagnosi prenatale)
 
Rientrano in questa categoria deficit di memoria, attenzione, linguaggio e disturbi più specifici come l'atassia (disturbi nell'esecuzione dei movimenti volontari), alessia/dislessia (distrubi della lettura) etc.. Fanno parte dei deficit cognitivi inoltre tutte quelle difficoltà nel pensiero razionale o nei processi di astrazione.La Neuropsicologia è una branca della Psicologia che studia il legame tra la struttura anatomica del cervello e le diverse funzioni cerebrali; ha lo scopo di valutare e riabilitare i deficit cognitivi e le annesse implicazioni di tipo psicologico, affettivo e di personalità conseguenti a patologie a carico del sistema nervoso centrale.La valutazioni neuropsicologiche, accompagnano gli esami strumentali come TAC, PET etc, nello studio e la diagnosi dei deficit cognitivi. 

 

I DISTURBI ALIMENTARI

 

 

 

 I DISTURBI SESSUALI

  • Anoressia Nervosa
  • Bulimia Nervosa
  • Binge Eating Disorder
 

Caratteristiche dell'Anoressia Nervosa:

- Rifiuto di mantenere il proprio peso ad un livello minimo di almeno l'85% del peso normale previsto per età e statura

- Intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, anche in caso di sottopeso

- Alterazione del modo in cui il sogg vive il peso o la forma del corpo o eccessiva influenza su autostima, rifiuto di ammettere la gravità del sottopeso

- Nelle donne amenorrea (assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi)

 

 

Caratteristiche della Bulimia Nervosa:

- Ricorrenti abbuffate

- Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie

- Presenza di abbuffate e condotte compensatorie in media almeno due volte la settimana, per tre mesi

- Livelli di autostima influenzati dalla forma e dal peso corporeo 

 

Caratteristiche del Binge Eating Disorder:

- Episodi ricorrenti di abbuffate compulsive

- Assenza di regolari condotte compensatorie inappropriate 

 

Indicazioni terapeutiche

Approccio multidisciplinare in cui la persona venga seguita:

  • Da un punto di vista alimentare per il ripristino di una corretta alimentazione
  • Da un punto di vista psicologico come supporto o meglio con una psicoterapia
  • In caso di necessità, da un punto di vista psichiatrico-farmacologico
 

Il ciclo della risposta sessuale è descritto da Masters e Johnson (1966) e può essere rappresentato attraverso un grafico dove il tempo è posto sulle ascisse e l'attivazione sessuale sull'ordinate: la retta ha la forma di un onda che può essere divisa in fasi.

La fase dell'eccitazione è data dalla crescita dell'attivazione con particolari caratteristiche psicologiche e fisiologiche: psicologicamente c'è ad esempio, un aumento dei pensieri inerenti la sfera sessuale e una maggiore sensibilità alla stimolazione delle zone erogene; fisiologicamente aumenta il battito cardiaco, la frequenza respiratoria, il sangue fluisce ai genitali causando così nell'uomo l'erezione, nella donna la lubrificazione vaginale. Il tipo di stimoli iniziali che inducono l'eccitazione possono essere sia psicologici che fisici e sono soggettivi, così come il tempo richiesto e il contesto.

Al termine della fase di eccitazione, si arriva al massimo della tensione sessuale con un plateau che porterà alla fase successiva, l'orgasmo. Il periodo di tempo dopo la fine dell'orgasmo durante il quale i livelli dei parametri fisiologici ritornano alla condizione di partenza è chiamato fase della risoluzione.

Kaplan (1974) suggerì inoltre di aggiungere una fase precedente all'eccitazione, quella del desiderio. In questa fase l'attivazione fisiologica sembrerebbe rivestire un ruolo di minor importanza ma il desiderio sarebbe maggiormente influenzato da variabili psicologiche.

Le disfunzioni sessuali sono generalmente caratterizzate da problemi che coinvolgono un disturbo nel ciclo della risposta sessuale o dolore associato ai rapporti intimi (APA 1994 p.493).

Secondo Sewell è possibile fare una suddivisione dei disturbi sessuali sulla base dell'appartenenza ad una determinata fase della risposta sessuale.

 

Disfunzioni della fase del desiderio

Rientrano nei disturbi della fase del desiderio il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo (DDSIM) e quello da avversione sessuale.

Il DDSIM è uno dei problemi di più difficile risoluzione in sessuologia medica dal momento che mancano criteri diagnostici definiti e supporti farmacologici specifici. Una delle definizioni più accettate è quella del DSM IV dove viene definito come deficienza o assenza di fantasie sessuali e desiderio per l'attività sessuale […] considerate come disordine quando sono fonte di stress o problemi relazionali per il paziente. In quest'ottica quindi affinché si possa formulare una diagnosi di DDSIM è necessaria la presenza del sintomo e la sua percezione come fonte di sofferenza per il paziente.

Nel disturbo da avversione sessuale invece è presente anche una componente di evitamento basata su una reazione negativa agli stimoli sessuali.

 

Disfunzioni della fase dell'eccitazione

Sotto questa categoria possiamo includere i disturbi dell'eccitazione femminile1 e l'impotenza o disfunzione erettile (DE).

In seguito ad una rivisitazione delle definizioni sono stati distinti quattro tipi di disturbo dell'eccitazione femminile:

  • Disturbo soggettivo: le sensazioni mentali di eccitazione sessuale derivanti da qualsiasi tipo di stimolazione sessuale sono marcatamente diminuite o assenti. Possono comunque essere presenti lubrificazione o altri segni di eccitazione.
  • Disturbo genitale: mancata o ridotta eccitazione sessuale genitale. La donna può esperire una minima congestione vulvare o lubrificazione vaginale alla stimolazione sessuale. Può essere presente tuttavia l'eccitazione sessuale soggettiva mentale.
  • Disturbo misto: Assenza o marcata riduzione di sensazione di eccitazione sessuale e genitale.
  • Disturbo persistente: Eccitazione sessuale genitale spontanea, intrusiva e non desiderata in assenza di desiderio e eccitazione sessuale. L'eccitazione non viene ridotta da una o più orgasmi.

Il deficit erettile maschile è invece definito dalla consensus conference dei National Institutes of Health del 1993 come l'incapacità persistente di raggiungere/mantenere un'erezione sufficiente per avere un rapporto sessuale soddisfacente.

Entrambe queste problematiche implicano un deficit nei meccanismi che portano alla lubrificazione nella donna e nell'erezione nell'uomo. Al di là della componente puramente biologica, è largamente riconosciuto che le disfunzioni della fase dell'eccitazione hanno spesso anche una componente ansiosa legata alla prestazione. L'essere focalizzato sulla propria performance sessuale e sulle conseguenze del fallimento fa sì che rimanga solo una piccola parte da investire nelle sensazioni erotiche. Così anche se un uomo appare fisicamente impegnato in quello che sembra essere un'interazione sessuale, la fase effettiva dell'incontro non riguarda la sfera sessuale per nulla; piuttosto nell'incontro si sta verificando l'anticipazione di avere un erezione per evitare imbarazzo. Allo stesso modo, l'incontro effettivo della donna testa la previsione di essere capace di soddisfare il partner ed evitare di sentirsi “frigida” o non all'altezza.

 

Disfunzioni della fase orgasmica

Le disfunzioni della fase orgasmica includono l'anorgasmia e l'eiaculazione precoce (EP).

L'anorgasmia è una persistente o ricorrente difficoltà a raggiungere l'orgasmo nonostante un'adeguata stimolazione ed eccitazione sessuale che causa un distress.

L'eiaculazione precoce viene definita come una persistente o ricorrente incapacità ad esercitare un'azione di controllo volontario sul riflesso eiaculatorio subito prima o durante l'atto della penetrazione vaginale o in risposta ad una bassa soglia di stimolazione sessuale2

 

Disfunzioni della risoluzione

Non esistono disturbi esclusivi della risoluzione ma è durante questa fase che possono avvenire i cambiamenti nella costruzione della propria sessualità.

Le anticipazioni (sia quelle che prevedevano un'esperienza soddisfacente che quelle che prevedevano un'esperienza di delusione) se validate, possono cristallizzarsi come predizioni sicure.

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1 Berman JR, Berman L, Goldstein I. Female and sexual dysfunction : incidence, pathophysiology, evaluationand treatment options. Urology 1999, 54:385-391.

2American Psychiatric Association. Diagnostic and statistical manual of mental disorders. 4Thed. Text Revision. American Psychiatric Association Press, Washington DC, 2000.

 

 Dott.ssa Maddalena Mancioli PSICOLOGA
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 Iscrizione Ordine Psicologi della Toscana n°4297

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